Ciao a tutti, amici piloti e appassionati di droni! Sapete quanto amo l’emozione di far volare questi incredibili gioielli tecnologici, ma in mezzo a tanto entusiasmo, è facile dimenticare un dettaglio cruciale: la sicurezza e, di conseguenza, l’assicurazione.
Le normative europee e italiane sono in continua evoluzione, e destreggiarsi tra regolamenti, categorie di volo e l’obbligo di tutelarsi da imprevisti è più importante che mai.
Non vedete l’assicurazione come un peso, ma come la chiave per volare con la massima serenità e protezione, una vera e propria rassicurazione che vi accompagna in ogni vostra avventura aerea.
Siete pronti a scoprire come scegliere la polizza perfetta per il vostro drone e librarvi in cielo senza pensieri? Continuate a leggere per svelare tutti i segreti e assicurarvi un volo sempre sereno!
Un velo di protezione invisibile: l’assicurazione, il tuo copilota silenzioso

Perché non è un optional, ma un salvavita
Amici miei, a volte tendiamo a vedere l’assicurazione come un fastidio, un costo in più da aggiungere alla nostra passione. Ma vi assicuro, per esperienza diretta e per quella di tanti altri piloti che conosco, che non è affatto così.
Pensateci bene: quando facciamo decollare il nostro drone, stiamo manovrando un piccolo aeromobile, che per quanto tecnologicamente avanzato, può sempre incappare in imprevisti.
Un colpo di vento improvviso, un’avaria tecnica, o anche solo un errore di valutazione da parte nostra, possono trasformare un’innocua sessione di volo in un problema serio.
E qui entra in gioco la polizza RC (Responsabilità Civile), obbligatoria per legge, che ci protegge da danni che il nostro drone potrebbe causare a terzi, siano essi persone, cose o animali.
Non parliamo solo di risarcimenti economici, che possono essere davvero ingenti, ma anche della tranquillità mentale di sapere di avere le spalle coperte.
Credetemi, la sensazione di volare senza quell’ansia di un potenziale “e se succede qualcosa?” è impagabile. Non è un peso, è una liberazione.
La tranquillità di sapere di essere coperti
Vi racconto un episodio che mi ha fatto riflettere parecchio. Un mio amico, durante un volo ricreativo in una zona isolata, ha avuto un blackout del drone.
Per fortuna, è caduto in un campo incolto senza causare danni. Ma immaginate se fosse successo su una strada trafficata, o peggio, su una proprietà privata con conseguenze gravi.
Senza assicurazione, si sarebbe ritrovato a gestire una situazione complessa, sia legalmente che economicamente. La polizza RC per i droni è stata resa obbligatoria proprio per questo motivo: tutelare tutti, in primis i terzi coinvolti e, di conseguenza, anche noi piloti.
Mi è capitato personalmente di assistere a discussioni animate tra piloti e proprietari di terreni a causa di atterraggi non voluti o di sorvoli percepiti come invasivi.
Avere una polizza non solo ti mette in regola con la legge, ma ti offre anche una difesa solida in caso di contestazioni, dimostrando la tua serietà e la tua responsabilità.
È un investimento sulla serenità, più che un costo.
Norme europee e italiane: orientarsi nella giungla dei regolamenti
Il quadro normativo EASA: un riferimento per tutti i piloti europei
Amici, non possiamo ignorare le normative, sono la nostra bussola! Da qualche anno, l’Europa, tramite l’EASA (European Union Aviation Safety Agency), ha introdotto un quadro normativo armonizzato che ha rivoluzionato il mondo dei droni.
Queste regole, valide in tutti gli Stati membri, hanno lo scopo di rendere il volo con i droni più sicuro e più chiaro per tutti. Si parla di categorie “Open”, “Specific” e “Certified”, ciascuna con le proprie restrizioni e requisiti.
La maggior parte di noi, che vola per hobby o per piccole attività professionali, rientra nella categoria “Open”, la più accessibile. Questo sistema europeo, vi dico, è un’ottima cosa perché uniforma le procedure e ci permette di volare, almeno in teoria, con le stesse regole anche se ci spostiamo in altri paesi dell’Unione.
Certo, all’inizio può sembrare un po’ complicato districarsi tra i vari sottocategorie come A1, A2 e A3, ma una volta che ci si prende la mano, è tutto molto più logico e, soprattutto, sicuro.
Le specifiche italiane di ENAC: dalla teoria alla pratica nel nostro bel paese
Ma attenzione, l’Europa detta le linee guida generali, poi ogni paese ha la libertà di aggiungere le proprie specifiche nazionali. In Italia, l’ente che si occupa di tradurre e implementare queste normative europee è l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile).
L’ENAC ha pubblicato regolamenti specifici che integrano le direttive EASA, fornendo dettagli aggiuntivi e, a volte, qualche stretta in più, soprattutto per quanto riguarda le zone di volo e le autorizzazioni.
Ad esempio, le aree geografiche in cui non si può volare o dove sono necessarie specifiche autorizzazioni vengono delineate proprio dall’ENAC e dalle autorità locali.
È fondamentale consultare regolarmente il sito dell’ENAC e le app dedicate come “D-FLIGHT” per essere sempre aggiornati. Personalmente, prima di ogni volo, controllo sempre le limitazioni della zona.
Sembra una seccatura, ma è un piccolo gesto che ci evita un sacco di problemi e che ci permette di volare con la coscienza a posto.
Dalle piccole libere avventure ai grandi voli professionali: le categorie e la tua assicurazione
Volare in “Open Category”: quando l’hobby incontra la responsabilità
La maggior parte di noi, me compreso, ha iniziato e continua a volare principalmente nella “Open Category”. È la categoria più accessibile, pensata per i voli a basso rischio, sia per divertimento che per piccole attività lavorative.
Qui si distinguono le sottocategorie A1, A2 e A3, in base al peso del drone e alla distanza da persone. Ad esempio, con un drone leggerissimo (sotto i 250 grammi, sottocategoria A1), puoi volare anche sopra persone, purché non ci siano assembramenti.
Man mano che il peso aumenta, le restrizioni si fanno più stringenti. La cosa fondamentale da capire è che, indipendentemente dalla sottocategoria e dal peso del tuo drone, la polizza di Responsabilità Civile è SEMPRE obbligatoria.
Questo è un punto su cui non transigo mai e che ricordo a tutti i miei amici: anche se hai un piccolissimo drone giocattolo, la legge ti chiede di essere assicurato.
Non pensiate che “tanto è piccolo, cosa vuoi che combini?”. Un drone, anche leggero, può sempre causare un danno se cade male, e le conseguenze legali ed economiche sarebbero tutte a carico vostro.
Categorie “Specific” e “Certified”: per i professionisti del cielo
Poi ci sono le categorie “Specific” e “Certified”, pensate per operazioni più complesse e a rischio maggiore. La “Specific Category” comprende tutti quei voli che non rientrano nella “Open” – magari perché si sorvolano assembramenti di persone, si vola oltre la linea visiva (BVLOS) o si usano droni più grandi.
Per queste operazioni, è necessaria un’autorizzazione specifica dall’ENAC, che valuta i rischi e richiede procedure operative dettagliate. E qui, ovviamente, l’assicurazione diventa ancora più cruciale e, spesso, con massimali più elevati per coprire scenari di rischio maggiori.
La “Certified Category”, invece, è la più restrittiva, per droni molto grandi, con requisiti simili a quelli dell’aviazione tradizionale, ma è un campo che tocca pochissimi operatori specializzati.
Per chi opera in queste categorie più complesse, l’assicurazione non è solo un obbligo, ma un vero e proprio partner strategico. La scelta della polizza, in questi casi, deve essere fatta con estrema cura, magari avvalendosi della consulenza di un broker specializzato che possa valutare attentamente tutti i rischi specifici dell’operazione.
| Categoria di Volo (Open) | Scenario Tipico | Requisiti Assicurativi (Responsabilità Civile) | Cosa copre principalmente |
|---|---|---|---|
| A1 (Droni < 250g, C0/C1) | Volo su persone, ma evitando assembramenti. Molto permissivo. | Obbligatoria per tutti i droni (anche C0). | Danni a terzi (persone, cose) causati dal drone, inclusi danni involontari sopra persone. |
| A2 (Droni < 4kg, C2) | Volo vicino a persone (min 30m, 5m in modalità a bassa velocità). | Obbligatoria. | Danni a terzi, con requisiti più stringenti data la maggiore potenza e vicinanza a persone. |
| A3 (Droni < 25kg, C3/C4) | Volo lontano da persone e aree urbane (almeno 150m da zone residenziali/industriali). | Obbligatoria. | Danni a terzi, fondamentale per il potenziale rischio di droni più grandi e le aree di volo ampie. |
Massimali, franchigie e clausole nascoste: i dettagli che contano nella scelta della polizza
Occhio ai dettagli: massimali, franchigie e le piccole scritte
Scegliere la polizza giusta non è solo una questione di prezzo, ve lo garantisco! È fondamentale leggere attentamente tutte le condizioni, perché i dettagli fanno davvero la differenza.
Pensiamo ai “massimali”: è la cifra massima che l’assicurazione pagherà in caso di danno. Un massimale basso potrebbe sembrare conveniente all’inizio, ma se dovesse succedere un danno grave, potreste ritrovarvi a dover coprire di tasca vostra la differenza.
Per un drone, specialmente se volate in aree potenzialmente rischiose, un massimale elevato (si parla di milioni di euro) è sempre una scelta più saggia, anche se costa un po’ di più.
Poi c’è la “franchigia”, ovvero quella parte del danno che rimane a vostro carico. Una franchigia alta abbassa il premio, ma significa che in caso di incidente dovrete pagare una somma maggiore.
È una questione di equilibrio e di quanto siete disposti a rischiare personalmente. E non dimenticate le “clausole nascoste” o le esclusioni: ci sono polizze che non coprono il volo notturno, o il volo in determinati luoghi, o magari non coprono i danni causati da una batteria non originale.
Leggere bene il contratto è il vostro primo dovere da pilota responsabile.
Coperture aggiuntive che ti faranno dormire sonni tranquilli
Oltre alla Responsabilità Civile obbligatoria, esistono coperture aggiuntive che possono davvero fare la differenza. Per esempio, l’assicurazione Kasko per il drone: se il vostro gioiellino tecnologico cade e si rompe, la Kasko copre i danni al drone stesso.
Immaginate di investire migliaia di euro in un Mavic 3 o un Autel Evo e poi vederlo precipitare a terra… senza Kasko, sarebbe una perdita secca. Poi ci sono polizze che coprono il furto, importantissimo se portate il drone in viaggio o lo lasciate in auto.
Alcune compagnie offrono anche coperture per danni ai dati raccolti, per la protezione della privacy in caso di utilizzo improprio delle riprese, o per la tutela legale in caso di controversie.
Non sottovalutate queste opzioni, specialmente se utilizzate il drone per lavoro. Personalmente, pur volando spesso per hobby, ho preferito una polizza che copre anche il mio drone, perché ho investito tempo e denaro per averlo e non voglio che un incidente lo renda inutile senza un paracadute economico.
Vi assicuro che quella piccola spesa in più si trasforma in una tranquillità enorme.
Quando la sfortuna ci mette lo zampino: scenari reali e come l’assicurazione ti salva

Un incidente banale può costare carissimo
Nessuno vuole che succeda, ma gli incidenti capitano. E a volte, anche la cosa più banale può trasformarsi in un incubo finanziario. Immaginate di essere in campagna, state facendo un bel volo, e per un attimo di distrazione o un problema tecnico, il vostro drone precipita su una macchina parcheggiata.
Un graffio alla carrozzeria o, peggio, un finestrino rotto. Pensate al costo del danno, alle perizie, ai tempi di riparazione. Senza assicurazione, tutte queste spese sarebbero a vostro carico.
Oppure, un altro scenario che a volte mi fa rabbrividire: il drone, magari per una manovra sbagliata, colpisce un passante. Potrebbe essere un danno leggero, come un piccolo taglio, o una lesione più seria.
Le spese mediche, le eventuali giornate di lavoro perse dalla persona, il danno morale… tutte cose che possono raggiungere cifre esorbitanti. E non dimentichiamoci le cause legali!
L’assicurazione, in questi casi, interviene pagando i danni ai terzi e, spesso, fornendo anche assistenza legale. Mi è capitato di sentire di un pilota che ha dovuto risarcire migliaia di euro per aver danneggiato un tetto con il suo drone.
È facile pensare che a noi non succederà mai, ma la prudenza non è mai troppa.
Proteggere il tuo investimento e la tua reputazione
Oltre ai danni a terzi, pensiamo anche al nostro investimento. I droni non sono giocattoli economici, specialmente quelli di fascia media e alta. Se il drone subisce danni ingenti, l’assicurazione Kasko (se l’avete stipulata, e io ve la consiglio caldamente) vi permette di ripararlo o addirittura di sostituirlo senza dover affrontare una spesa enorme.
Ma c’è un altro aspetto fondamentale che l’assicurazione protegge: la vostra reputazione. Essere un pilota di droni responsabile significa essere in regola con le normative e tutelato in caso di imprevisti.
Se si verifica un incidente e voi siete assicurati, dimostrate di aver agito con la massima diligenza. Questo è importante non solo legalmente, ma anche per la vostra immagine, soprattutto se usate il drone per lavoro.
Un incidente gestito correttamente grazie all’assicurazione può evitare un passaparola negativo o problemi con i clienti. La serenità di sapere di essere coperti vi permette di volare con maggiore disinvoltura, concentrandovi sull’arte del volo e non sull’ansia di un potenziale disastro.
Il costo della serenità: quanto incide l’assicurazione e come ottimizzare la spesa
Fattori che influenzano il premio assicurativo
Capire quanto costa un’assicurazione per droni è un po’ come capire quanto costa una vacanza: dipende da tante variabili! Il primo fattore è ovviamente il tipo di drone: un DJI Mini 4 Pro avrà un premio diverso rispetto a un DJI Matrice 350 RTK, per via del suo valore e del potenziale danno che può causare.
Poi c’è la categoria di volo: se operate solo in “Open Category” avrete costi inferiori rispetto a chi si avventura nella “Specific Category”, che implica rischi maggiori e spesso massimali più elevati.
La frequenza e l’area di volo giocano un ruolo importante: un uso saltuario per hobby in aree a basso rischio costa meno di un uso intensivo per lavoro in ambienti complessi.
Anche la vostra esperienza come pilota può influire: alcuni assicuratori potrebbero offrire sconti o condizioni migliori a chi può dimostrare ore di volo o corsi di formazione.
E non dimentichiamo il livello di copertura: un’RC base costa meno di una polizza completa che include Kasko, furto e assistenza legale. È un po’ un gioco di equilibri, dove si cerca il giusto compromesso tra copertura e costo.
Come trovare la polizza giusta senza spendere una fortuna
Ok, abbiamo capito che è importante, ma come facciamo a non svenarci? Il mio consiglio è sempre lo stesso: confrontate! Non fermatevi alla prima offerta.
Ci sono diverse compagnie assicurative, sia tradizionali che specializzate nel settore droni, che offrono polizze dedicate. Utilizzate i comparatori online, ma poi approfondite sui siti delle singole compagnie.
Richiedete preventivi personalizzati, specificando bene il modello del vostro drone, l’uso che ne fate (ricreativo o professionale), e il tipo di copertura che desiderate.
A volte, un piccolo aumento del massimale può non incidere così tanto sul premio, ma può fare una differenza enorme in caso di sinistro. E non abbiate paura di chiedere chiarimenti: se una clausola non vi è chiara, chiamate l’agente o il servizio clienti.
Ho imparato che la chiarezza prima di firmare è fondamentale. Inoltre, valutate se vi serve una polizza annuale o magari una temporanea, se volate solo in certi periodi dell’anno.
Insomma, un po’ di ricerca e attenzione ai dettagli possono farvi risparmiare parecchio e garantirvi comunque la protezione di cui avete bisogno. La serenità ha un costo, è vero, ma spesso è più accessibile di quanto si pensi.
La mia esperienza personale: perché non volo mai senza assicurazione!
Quel giorno in cui ho capito l’importanza della polizza
Vi confesso una cosa: all’inizio, quando ho preso il mio primo drone, ero anch’io un po’ scettico sull’assicurazione. Vedevo solo la spesa in più. Poi, un giorno, stavo volando in un parco qui vicino casa mia, una zona piuttosto trafficata da passeggiatori e ciclisti.
Ho avuto un piccolo problema di connessione, il drone ha risposto in ritardo a un comando, e per un soffio non ho colpito una signora che camminava con il suo cane.
Il drone ha virato all’ultimo secondo, ma la paura che ho provato è stata fortissima. In quel momento, ho sentito un nodo allo stomaco e ho realizzato quanto fosse fragile il confine tra un volo divertente e un potenziale disastro.
Ho pensato a cosa sarebbe successo se l’avessi colpita, alle conseguenze, alla mia responsabilità. Da quel giorno, non ho più avuto dubbi. La mia polizza è sempre attiva, e ogni volta che decollo, so di avere quella protezione in più che mi permette di concentrarmi sul volo e godermi appieno la mia passione, senza ansie inutili.
Non è solo un obbligo, è un vero e proprio compagno di volo che ti libera da un peso invisibile.
Consigli da un pilota (quasi) esperto a tutti i miei amici droni-maniaci
Quindi, miei cari amici piloti, il mio consiglio più sincero, da uno che ha passato ore e ore a far volare questi meravigliosi apparecchi, è questo: non sottovalutate mai l’importanza di una buona assicurazione per il vostro drone.
Non pensateci come a una spesa inutile, ma come a un investimento sulla vostra tranquillità, sulla vostra sicurezza e sulla vostra reputazione. Informatevi bene, confrontate le offerte, leggete attentamente le condizioni.
Assicuratevi che la polizza sia adeguata al tipo di drone che possedete e all’uso che ne fate. Che siate piloti della domenica o professionisti che lavorano con il drone, la protezione è fondamentale.
Volare è un’emozione incredibile, ci permette di vedere il mondo da una prospettiva unica. Ma come in ogni attività che comporta dei rischi, la prudenza e la responsabilità sono le nostre migliori alleate.
Quindi, decollate sempre con la massima serenità, sapendo di avere le spalle coperte. E ricordate: un pilota responsabile è un pilota felice! Volate alto, volate sicuri!
글을 마치며
Ed eccoci arrivati alla fine di questo viaggio nel mondo delle assicurazioni per droni! Spero davvero che le mie parole, dettate dall’esperienza e dalla passione, vi abbiano convinto dell’importanza di non considerare l’assicurazione un mero obbligo, ma un vero e proprio alleato. Volare è libertà, emozione, scoperta, ma anche responsabilità. Con la giusta polizza, potrete librarvi in cielo con la serenità di sapere che, qualsiasi imprevisto accada, avete le spalle coperte. Non lasciate che la paura di un potenziale incidente vi rovini il piacere del volo. Siate piloti responsabili, informati e, soprattutto, assicurati!
알아두면 쓸모 있는 정보
1. Prima di ogni volo, controllate sempre le normative ENAC e le restrizioni di volo locali tramite app come “D-FLIGHT”. La legge è in continua evoluzione!
2. Non limitatevi alla sola Responsabilità Civile obbligatoria. Valutate seriamente una polizza Kasko per proteggere il vostro investimento in caso di danni al drone.
3. Confrontate sempre diverse offerte assicurative. Prezzi e coperture possono variare molto tra le compagnie. Non abbiate fretta di scegliere!
4. Leggete attentamente il contratto. Prestate particolare attenzione ai “massimali”, alle “franchigie” e a eventuali “esclusioni” per evitare brutte sorprese.
5. Ricordate di registrare il vostro drone e ottenere l’attestato di pilota se rientrate nelle categorie che lo richiedono. È un passo fondamentale per volare in regola.
Importante: riassunto per la vostra sicurezza
In sintesi, l’assicurazione per droni in Italia è obbligatoria e rappresenta un pilastro fondamentale per la sicurezza e la tranquillità di ogni pilota. Protegge voi da potenziali richieste di risarcimento per danni a terzi e, con coperture aggiuntive, anche il vostro prezioso drone. Le normative EASA e ENAC definiscono il quadro legale, distinguendo le categorie di volo e i relativi requisiti. Scegliere la polizza giusta significa valutare attentamente massimali, franchigie e clausole, magari aggiungendo coperture per danni al drone o furto. Non è una spesa, ma un investimento sulla vostra passione e sulla vostra serenità, permettendovi di godere appieno di ogni volo.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: L’assicurazione per droni è davvero obbligatoria in Italia, anche se volo solo per hobby e non sono un professionista?
R: Amici miei, questa è una domanda che mi sento fare spessissimo e la risposta è un sonoro e inequivocabile SÌ! So che a volte pensiamo che “tanto io volo basso, sono attento, non mi succederà mai nulla”, ma credetemi, la legge parla chiaro e non fa distinzioni.
Dal 2021, con l’arrivo delle normative europee EASA e la loro applicazione tramite ENAC qui in Italia, l’assicurazione di Responsabilità Civile verso Terzi è diventata obbligatoria per tutti, ma proprio tutti i droni, indipendentemente dal loro peso o dall’uso che ne fate, che sia per puro divertimento o per scopi professionali.
Pensateci: non è un costo in più, ma una vera e propria garanzia di tranquillità. Personalmente, ricordo una volta che stavo volando in un parco (ovviamente dopo aver controllato tutte le zone no-fly!) e un bambino si è avvicinato incuriosito.
Per un attimo ho avuto un brivido: se fosse successo qualcosa, anche un piccolo incidente, senza assicurazione sarei stato nei guai seri. Da quel giorno, ho capito che non è una questione di rischio percepito, ma di responsabilità.
Volare con la giusta copertura ti permette di goderti ogni istante senza pensieri, sapendo che se dovesse accadere un imprevisto, ci sarà qualcuno a tutelarti.
È la prima cosa da fare prima di alzare gli occhi al cielo!
D: Quale tipo di assicurazione dovrei cercare per il mio drone in Italia e cosa copre esattamente?
R: Ottima domanda! Non tutte le assicurazioni sono uguali, e scegliere quella giusta è fondamentale per non avere brutte sorprese. In Italia, la polizza che vi serve è principalmente quella di Responsabilità Civile verso Terzi.
Questo significa che l’assicurazione copre i danni che il vostro drone potrebbe causare a persone, animali o cose di proprietà altrui mentre è in volo.
Parliamo di danni materiali a un’auto parcheggiata, un vaso rotto sul balcone di un vicino o, nel peggiore dei casi, lesioni a una persona. La cosa importante da capire è che questa polizza non copre (a meno che non sia specificato diversamente e di solito si tratta di extra) i danni al vostro drone!
Quindi, se il vostro gioiellino cade e si rompe, l’assicurazione RC non vi rimborserà per la sua riparazione o sostituzione. Per quello, esisterebbero polizze “Kasko” o “All Risks” dedicate al drone stesso, ma sono un discorso a parte.
Il mio consiglio, basato su anni di voli e anche qualche piccola disavventura (per fortuna senza danni a terzi!), è di optare sempre per una polizza specifica per droni.
Evitate le generiche assicurazioni “capofamiglia” o quelle incluse in altre polizze, perché spesso hanno franchigie altissime, massimali bassi o clausole che escludono l’uso di droni.
Una polizza dedicata vi darà molta più tranquillità e, credetemi, ne vale ogni singolo euro per volare sereni.
D: Quali sono i fattori chiave da considerare quando scelgo una polizza assicurativa per il mio drone, al di là dell’obbligo?
R: Benissimo, questa è la mentalità giusta! Andare oltre il “è obbligatorio, quindi la faccio” e pensare a cosa davvero vi serve per volare protetti. Dal mio punto di vista di “pilota con le ali ai piedi”, ci sono alcuni aspetti cruciali da valutare attentamente.
Primo fra tutti: il massimale. Non lesinate su questo! Un massimale alto (molte polizze offrono da un milione in su) vi protegge adeguatamente in caso di incidenti gravi.
Un massimale troppo basso potrebbe lasciarvi scoperti per cifre importanti. Secondo: le condizioni di copertura. Leggete bene le clausole!
È fondamentale che la polizza copra l’uso ricreativo o professionale, a seconda di come utilizzate il drone, e che non ci siano esclusioni strane legate al tipo di drone o all’area di volo (sempre nei limiti delle regole EASA/ENAC, ovviamente).
Terzo: la copertura territoriale. La maggior parte delle polizze copre il territorio italiano e l’Unione Europea, ma se avete intenzione di viaggiare fuori dall’Europa con il vostro drone, verificate che l’assicurazione abbia una copertura globale o che si possa estendere.
E non dimentichiamo la franchigia: è quella parte del danno che resta a carico vostro. Un’ottima polizza avrà una franchigia bassa o addirittura nulla.
Infine, la facilità e rapidità nella gestione dei sinistri. Nessuno vuole ritrovarsi con una burocrazia infinita in caso di problemi. Scegliete compagnie con una buona reputazione e un servizio clienti efficiente.
Io personalmente valuto molto anche la possibilità di rinnovare online o di avere un’assistenza dedicata. Ricordate, scegliere la giusta assicurazione è come scegliere il giusto carburante per la vostra auto: vi permette di andare lontano e in sicurezza!






